Alessandria, l’ospedale arruola gli universitari per costituire una banca dei donatori di midollo

By 18 marzo 2017News

Progetto che nasce dall’unione fra la facoltà di biologia dell’Università Avogadro e l’ADMO
Tahira Bouchra ha 19 anni, è iscritta a Biologia ma sogna di trasferirsi a Medicina e diventare medico. In coda davanti all’ambulanza della Croce Rossa dove tra poco le faranno il prelievo di sangue, ammette: «Non ne ho mai fatti prima: sono un po’ tesa».

Analisi genetiche
Il suo gruppo sanguigno, come quello delle altre decine di universitari che hanno aderito al progetto di ospedale e Admo, sarà ora analizzato geneticamente per rientrare nella banca dati nazionale dei donatori di midollo (sono 341 mila in Italia, di cui 42.500 solo in Piemonte). L’ospedale, con la dottoressa Lia Mele della Medicina transfusionale, ha scelto Biologia per l’interesse dimostrato dalla professoressa Simona Martinotti e per il numero di iscritti, 400, tantissimi.
Rispondono in tanti
E sono tanti anche quelli che decidono di rispondere al questionario sul proprio stato di salute e al colloquio del dottor Franco Dallavalle che dà il nulla osta per sottoporsi al prelievo. Basta essere in buona salute, avere un’età compresa tra i 18 e i 40 anni e pesare più di 50 chili. Denise Chiabrera, 19 anni, ha tutti i requisiti: «L’incontro di oggi con i medici mi ha motivata e se il mio midollo dovesse servire sarò felice di donarlo» racconta appena scesa dall’ambulanza.
C’è anche Marco Carletto, stessa età, e un’amica che da tempo insisteva perché diventasse donatore: «Ora finalmente potrò dirle di averlo fatto, conosco anche una donna che è viva grazie alle trasfusioni: è da tempo che desideravo diventare donatore, ma era sempre un po’ complicato, ora che c’è la possibilità non ho esitato». È l’ospedale che va all’Università, conferma la dottoressa Mele. Proprio la comodità e la facilità nel donare hanno convinto anche Giorgia Delnero, altra studentessa.

Sessanta campioni
L’esame è necessario per poter stabilire il grado di compatibilità tra un donatore e un paziente che necessita un trapianto. E solo ieri, all’Università, sono stati raccolti 60 campioni.

Fonte ADMO

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